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TRAVERSATA IN SOLITARIO DELLO STRETTO DI GIBILTERRA - 08.08.2007

Descrizione:

Emozioni dallo Stretto di Gibilterra

Il vento fortissimo che soffiava dall’Oceano, la nebbia e le correnti impossibili.., il tempo a Tarifa non mi ha davvero risparmiato nulla fin dall’arrivo, così, ho atteso per ben 13 giorni, non il giorno “perfetto” che pare non esista, ma quello con le condizioni meteo-marine meno proibitive per “doppiare lo stretto”, il minimo che fosse necessario per ottenere dalle autorità locali l'autorizzazione alla partenza.
L'8 agosto, il giorno ultimo prima del mio rientro in Italia, (per altro rinviato per ben due volte..) in una giornata che pareva ideale ma che poi non si è rivelata tale, ho tentato il tutto per
tutto, ed è iniziata l’avventura.
Viste le correnti, l'unica soluzione che mi è stata prospettata dall’ACNEG è stata la partenza dal Marocco, circa 2 miglia a sud di Tangeri, quindi già in pieno oceano e da lì, dirigermi verso la costa spagnola per poi ritornare in Marocco.
Il percorso da fare era molto più lungo di quello canonico da Tarifa a punta Cires, ma avrei dovuto avere una corrente favorevole e per il pomeriggio, l’entrata del tanto atteso vento di ponente, avrebbe dovuto rendere fattibile anche il ritorno. Questa la teoria, ma il mare ha deciso diversamente.
Partito con la barca per raggiungere le coste marocchine per iniziare la traversata, ecco le prime emozioni, quelle forti, quelle che solo il mare può dare, la distanza sembrava enorme..e infatti poi ho scoperto che lo era davvero!
Dopo un inizio che prometteva bene, la corrente si è inaspettatamente fatta più forte, molto più forte, raggiungendo per più tratti i 3,5 nodi. Ma non mi sono arreso, ero partito per compiere un’impresa e ne stavo compiendo un’altra..ma non importava, qualunque fosse volevo portarla a termine.
Così ho percorso 17 miglia marine, circa 32 chilometri contro i 16 -17 chilometri che di norma separano le due coste, modificando la traiettoria preventivata per non essere trascinato dalle correnti fuori dallo stretto, nuotando dall’oceano al mediterraneo completamente in diagonale, senza riuscire neanche a toccare il porto di Tarifa, ma costretto dalle correnti a superalo, toccando terra a Punta Olivares, 32 chilometri in 5ore e 54 minuti, e tuttavia ero pronto a ripartire ma per via delle correnti e del mare, che era ormai troppo grosso, non ho ottenuto l'autorizzazione.
Sono molto soddisfatto di questa impresa, avevo preventivato tra andata e ritorno un massimo di 36- 38 chilometri e ne ho nuotato 32 in meno di 6ore, reinterpretando in modo sicuramente originale la Traversata dello Stretto di Gibilterra.
Chi mi conosce però, sa che per me il conto resta aperto e che prima o poi tornerò a rilanciare la sfida allo stretto.
L'emozione più grande? avere nuotato intorno a balene, orche e delfini, e sentirmi dire dai pescatori al mio arrivo che avevo compiuto lo stesso tragitto del locale traghetto per Tangeri.

Questa impresa mi rimarrà nel cuore anche perché mi ha dato la possibilità di conoscere un gruppo di “persone straordinarie”; valenti atleti e soprattutto grandi uomini di mare. Gli amici della Lerici Nuoto Master, Federico Di Carlo, Teseo Stefanini, Massimiliano Marianetti, Enrico Mazzi e Andrea Zanello, che hanno portato ottimamente a compimento la loro impresa, e con i quali ho condiviso attese, ansie e timori. Spero che le forti emozioni che ci siamo trovati per caso a condividere, leghino questa amicizia nata dalla comune passione per il mare.

Grazie a tutti voi che mi avete seguito. Alla prossima..

Link:

http://www.acneg.com/
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